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Grotta di Montecchio, Semproniano (GR)

Come da qualche anno a questa parte la rituale trasferta pre-natalizia ci porta in terra maremmana a goderci un po’ di tepore ipogeo.

Si perché malgrado sia già dicembre inoltrato e l’inverno sia già alle porte, questa porzione di Toscana sotterranea riserva sempre delle sorprese geotermiche.

Quest’anno abbiamo deciso di tornare a visitare una bella cavità nei pressi delle celebri sorgenti termali di Saturnia, la grotta di Montecchio o del Diavolo, anch’essa originata dalla risalita di acque sulfuree, che nella sua parte profonda scorrono ancora.

Viaggio lunghissimo, interminabile ma piacevole come sempre, su e giù per le campagne e le colline umbre e toscane, tra borghi meravigliosi e stradine sinuose.

Arriviamo a Semproniano in tarda mattinata, qui ci ricompattiamo, siamo un bel gruppetto come sempre. Ritrovare la grotta è abbastanza semplice, alcuni di noi si ricordano vagamente la strada, ma grazie alle precise indicazioni degli amici del Gruppo Speleologico Maremmano CAI, che quì sono di casa, è un gioco da ragazzi.

La grotta è bella, ricca di bianchissime mineralizzazioni di gesso, calda, accogliente, asciutta, quasi un sogno per chi come noi è abituato al fango e al freddo delle grotte appenniniche. La profondità che si raggiunge è modesta, vista la vicinanza del livello di base delle acque, ma grazie alle esplorazioni tenaci degli amici maremmani la grotta sta pian piano crescendo.

Alcuni di noi sono già stati in questa cavità anni orsono, per molti invece è una novità, ci prepariamo e armiamo il pozzo d’ingresso, poi a destra verso il “Ramo Freddo”, se così si può definire, visto che la temperatura si aggira sui 16°C.

Scendendo troviamo, come ci avevano detto, le corde lasciate dagli amici toscani, un bel pozzo da 40 altri due pozzetti e in poco tempo raggiungiamo la Sala dei Serpenti, aspettiamo che arrivino tutti, mangiamo qualcosa, poi cominciamo a gironzolare senza una meta precisa infilandoci in varie strettoie qua e là. E’ un bel gioco, la grotta è un piccolo labirinto di cunicoli, gallerie e salette, raggiungiamo la Sala Finocchi, vaghiamo un po’, poi decidiamo di tornare indietro.

Risaliamo con calma, di tempo ce n’è, è ancora presto, torniamo in superficie che splende ancora qualche timido raggio di sole. La nostra dose di buio, strettoie e pozzi anche per oggi l’abbiamo conquistata, scatta l’operazione “relax”…

Sgranocchiamo qualcosa, una birretta e via verso la nuova meta, quella più attesa, il bagno nelle calde acque termali che scorrono nei pressi del vecchio mulino di Saturnia.

Le cicatrici delle recenti alluvioni subite da questa parte di toscana sono ancora fresche, ma i lavori fatti per ripristinare le vasche termali distrutte sono stati celeri e l’acqua calda scorre ancora abbondante lungo la cascata. Ci spogliamo, il sole sta calando e comincia a fare freddo, l’ingresso nelle vasche bollenti è fulmineo, accompagnato da urla e schiamazzi.

L’atmosfera fatata creata dai vapori che si alzano dalle acque sulfuree al chiaro di luna è interrotta solo dalle risate fragorose e dalle grida di un gruppo di barbari infangati che si gettano tra la schiuma delle cascate disperdendo le sparute coppiette che amoreggiano nell’acqua bassa. Come al solito dopo una mezz’oretta siamo rimasti quasi solo noi a bagno… che incivili!!

Come in un antico rito propiziatorio nell’acqua calda e puzzolente si sciolgono le fatiche di un altro anno passato insieme a compiere scorribande sopra e sotto la terra…

Tra poco un altro anno inizierà portando con se mille nuove avventure.

Si riparte!!!

Mirko

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Categories: grotte, racconti

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