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Foto di Rachele Fraternali

17 febbraio 2019

Grotta delle Tassare, Monte Nerone (PU)

Dopo il  Saracco e il labirinto dello Staffa proseguono le uscite per far fare esperienza ai nuovi  speleologi reduci dell’ ultimo corso di introduzione.

Ci stiamo organizzando per andare al Salone Canin (Grotta di Monte Cucco), dopo un primo giro di messaggi  siamo circa cinque o sei persone, numero perfetto per andare in grotta.

Ma arrivati a sabato l’influenza e gli impegni dimezzano il gruppo fino a ridurlo a due persone , siamo rimasti io e Asia che ha da poco fatto il corso, anche se molto brava non mi sembra il caso di andare per ovvi motivi di sicurezza.

La voglia di andare in grotta però è tanta quindi faccio un tentativo, invio un messaggio a Marta, è mezzanotte passata e con qualche speranza gli chiedo se fanno qualcosa e se ci possiamo unire a loro, la risposta è quasi immediata, destinazione Tassare, zone alte.

Appuntamento alle 10:00 al Bar del Poeta, ma dato che non sono abituato a trasferte perché abito a Costacciaro e il Cucco è praticamente a un passo, arriviamo con mezzora di anticipo.

Poco più tardi arrivano Marta e Lino, è un po’ che non andiamo in grotta insieme, mentre aspettiamo Rachele approfittiamo per fare quattro chiacchiere.

Arrivata anche Rachele ci avviamo accompagnati da uno splendido sole e assenza di vento, l’avvicinamento alla grotta sarà più piacevole ma aimè molto più lungo. Appena prendiamo l’incrocio per le Tassare infatti troviamo i primi cumuli di neve, Marta armata di pala (in realtà una paletta da scavo) si avvicina determinata per  ripulirci la via, ma alla fine ci rassegniamo a parcheggiare all’inizio della strada.

La giornata è fantastica e camminare in mezzo alla neve si rivela piacevole, un po’ meno sulla forte pendenza del prato che ci porta all’ingresso della grotta.

In breve tempo arriviamo a destinazione, velocemente ci cambiamo poi diamo uno sguardo al rilievo per capire bene la direzione da prendere dato che vorremmo arrivare al ramo del pozzo.

Dopo una rapida occhiata siamo tutti d’accordo che al primo bivio, dopo una piccola calata, dovremmo tenere in linea di massima sempre la destra e che comunque non ci si può  perdere. Infatti andiamo subito a sinistra e dopo pochi cunicoli, chi da una parte chi dall’altra, ci perdiamo subito di vista per poi ritrovarci su varie gallerie che si incrociavano, ma a livelli diversi.

Alla fine Marta è sulla strada giusta che è rappresentata da una galleria attraversata da uno stretto meandro che risale fino all’ingresso Vertule. Ci ricompattiamo e iniziamo a salire, in poco tempo arriviamo alle corde messe molto tempo prima da Marco Bani nel tentativo, poi riuscito, di trovare l’ingresso alto con l’ausilio dell’ARTVA (uno dei primi a sperimentarlo se non il primo).

Gli armi ovviamente sono esplorativi e ci muoviamo  con prudenza, il pozzo per arrivare alla nostra destinazione lo riarmiamo facendo un bell’ attacco doppio, a mettere la corda ci pensa Lino mentre ai fori Marta e Rachele.

Rachele inizialmente ha qualche problemino a domare il trapano ma poi ci prende le misure, con Marta ci troviamo d’accordo nel dire che sembra Benigni nella scena del Mostro quando gli impazzisce la motosega.

Rapidamente scendiamo, questa zona mi sembra decisamente più fredda, il salone è molto bello con diverse concrezioni e pareti bianchissime, lo percorriamo per tutto il suo sviluppo ma chiude su dei grandi depositi di calcite, facciamo un po’ di foto e decidiamo di uscire.

In poco tempo siamo fuori, felici che il sole non sia ancora calato, velocemente ci cambiamo e torniamo alle macchine dove troviamo ad aspettarci il nostro amico Marco Bani; tutti insieme andiamo al bar a farci una birra, o forse due…  come sempre raccontando della giornata appena trascorsa.

È stata veramente una bella giornata grazie ai nostri amici che per un giorno ci hanno adottato, spero che ci saranno altre occasioni per andare in grotta insieme, un ringraziamento particolare a Rachele per le foto.

Claudio

Categories: racconti, slide

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