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12 marzo 2017

Grotta di Monte Cucco, Costacciaro (PG)

Giornata preparatoria in previsione dei prossimi eventi che ci impegneranno tempo ed energie. Il prossimo week-end c’è la festa del gruppo e quello successivo l’evento Grotta Rosa 2017 organizzato dalle nostre speleo-girls.

Due appuntamenti importanti che richiedono una preparazione meticolosa, così decidiamo di dedicare questa domenica a verificare lo stato degli armi in previsione delle prossime uscite in grotta che si preannunciano affollate.

Decidiamo di entrare dal Pozzo del Nibbio e di scendere seguendo il percorso deciso dalle ragazze per l’evento tutto al femminile di sabato 25 marzo. All’appello siamo solo in cinque, pochi ma buoni, andremo veloci visto che dobbiamo solo riarmare alcuni pozzi.

La mattinata è meravigliosa, poco vento, sole splendente, l’avvicinamento è rallentato solo dalla voglia di godersi ancora un pochino di sole e dagli ultimi lembi di neve. Si suda, strano in questa stagione su questa montagna, arrivati all’ingresso est della grotta ci alleggeriamo lasciando l’inutile prima di salire verso la vetta.

Il sentiero ripido si fa sentire sulle gambe, il carico di corde e ferraglia ci rallenta un po’ ma il paesaggio ci ripaga di ogni sforzo. È quasi un peccato entrare in grotta con questo tempo.

In lontananza il mare brilla e la costa marchigiana ci appare in tutta la sua bellezza ad est, a sud i Monti Sibillini ancora innevati.

Ci siamo, finiamo di prepararci prima di entrare, una bella sorpresa ci attende… la stretta galleria orizzontale che porta all’attacco del pozzo è allagata, mi è capitato raramente di vederlo così, il bagno è quasi certo visto che bisogna strisciare sulla pancia.

Ci facciamo coraggio e uno ad uno passiamo inventando improbabili balletti per non bagnarci.

Il pozzo per fortuna è armato e si scende veloci, tra una foto e l’altra, percorriamo anche la Galleria Sigillo e arriviamo sull’orlo del Pozzo del Groviglio. Ci dividiamo in due squadre per velocizzare le operazioni, Claudio Giacomo e Marta scendono per il Groviglio riarmandolo, io e Mattia deviamo verso il pozzo del Birone.

La galleria in discesa è bianchissima come al solito e piena di pozze d’acqua, sarà il live motive della giornata… schivare i laghetti!

A volte ci riusciamo, a volte meno, con il risultato che siamo tutti mezzi zuppi.

Arrivati al Birone ci sinceriamo della bontà della corda e visto che sembra in buono stato decidiamo di risalire e raggiungere gli altri. Li incontriamo alla base del primo pozzo, pronti a scendere verso il Pozzo Perugia.

Armiamo e scendiamo. È presto, mangiamo un panino poi cominciamo a gironzolare per i rami laterali del Baratro infilandoci in ogni pertugio lasciato aperto da madre natura nella sua millenaria opera di costruzione e distruzione di cavità.

Un cunicolo dopo l’altro passiamo in rassegna tutti i passaggi possibili, esploriamo anche qualche nuovo tratto dove non ci sono impronte umane, anche in luoghi visti da migliaia di persone se si guarda con attenzione si può trovare qualcosa di nuovo ed inesplorato.

Scorrazziamo un po’, poi decidiamo di risalire passando il Birone e la Galleria dei Laghetti. Sono un paio d’anni che non ci passo, ormai per comodità si tende a bypassare questa zona per scendere.

Mi sembra di fare un tuffo nel passato ripensando alle peripezie per superare indenni i laghetti, ai sacchi trascinati lungo i cunicoli, a tutte le uscite con gli amici di un tempo.

Di acqua oggi ce n’è come ai vecchi tempi, tanta, di piedi a bagno, molti, le facce invece sono tutte nuove e tutte sorridenti.

Non c’è fretta di uscire, curiosiamo ancora un po’ tra sale, pozzi e cunicoli, fuori ancora non è buio ma il gelo si fa sentire.

Infangati, bagnati e infreddoliti ci incamminiamo verso le macchine e la consueta, meritata, birra post grotta.

Il sole si spegne infuocando l’orizzonte, un’altra bella giornata passata insieme volge al termine.

Mirko B.

Categories: grotte, racconti, slide

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