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Grotta delle Caprelle, Piani di Montelago, Camerino (MC)

Domenica 18 si va alla Grotta delle Caprelle!! Ma dov’è? Boooh… provincia di Macerata!

Intanto però appuntamento a Scheggia dove fare rifornimento della famosa pizza del Bar Le Bighe, siamo io, Marta, Mirko, Francesca, Paffi e Deny.

Arriviamo  nei pressi del paese di Sefro e si inizia a salire con le auto sulla stradina sterrata di montagna e mi accorgo del paesaggio montano che ci circonda: boschi, ruscelli, prati e piccoli altipiani con bestiame al pascolo, veramente bello e suggestivo!

Dopo un brevissimo avvicinamento si arriva all’ingresso della grotta posto in un versante boscoso della montagna.

Mirko ne approfitta per effettuare un piccolo anticipo di lezione di armo, ascoltiamo tutti con estremo interesse il maestro!

Iniziamo a scendere.

Il primo è Deny che bisogna tranquillizzare quando nota con un po’ di panico che, una volta appeso alla chiave, tra il suo corpo e il moschettone Delta ci potrebbe passare benissimo un cane di piccola taglia !! (L’imbraco ha bisogno di essere regolato!)

L’ingresso colpisce in quanto parte subito con un pozzo verticale di circa 15 mt dove la luce arriva fioca fino al fondo… e dove ci accoglie uno strato di foglie.

E’ una grotta sostanzialmente poco profonda, con solo quattro modeste ma belle calate in corda, dai 15 ai 30 metri… però quanto sforzo per arrivare all’attacco!!

Ognuna è raggiungibile con uno scomodo frazionamento (ma non sarà mica colpa di Paffi che ha fatto l’armo??!! Noooo… ci fidiamo ciecamente!!)

Ridacchio tra me e me nel vedere le più piccole del gruppo (Marta e Francesca) che solo dopo vari allungamenti, cambi di posizione, stretching, calcoli e misure arrivano a prendere la corda, Poi quando tocca a me capisco che quanto si è alti conta fino a un certo punto! Conta la sicurezza e la destrezza che si ha … ed io non mi sento certo un campione in queste qualità!!

All’attacco di un altro pozzo si sente lo stridio dei pipistrelli che si fa sempre più forte man mano che ci si avvicina … alziamo lo sguardo e vediamo un’intera colonia sopra le nostre teste, centinaia di “nottoli” che formano una macchia nera nella roccia. Cerchiamo di sbrigarci a passare per non disturbarli oltre.

Arrivati al fondo facciamo la foto di rito e ci stupiamo di essere fin troppo poco infangati.

Poco dopo, ai primi brividi di freddo si riparte uno a uno per la risalita.

Un grazie ancora a Mirko e a Buio Verticale per la nuova bella avventura nella grotta della Caprelle!

Alla prossima!

Stefano L.

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Categories: grotte, racconti

3 Responses so far.

  1. Marco Puletti ha detto:

    Paffi che armava??
    Un gruppo ormai allo sbaraglio!! 🙂

  2. Mauro Mattei ha detto:

    grande smallato

  3. fabrizio p ha detto:

    Proprio speleomalfidati. Grazie polputo.

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