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IMG_806010 novembre 2013

Monte Foce, Gubbio (PG)

Apro gli occhi ed è già domenica mattina, mi sembra strano non andare in grotta con gli altri; me li immagino già mentre schiamazzano scendendo giù per il pozzo del Nibbio.

Oggi ho scelto di fare una passeggiata nella storia, nel mio caso una “zoppicata” nella storia, organizzata dalla nostra Sezione CAI di Gubbio; il mio ginocchio scricchiola un po’ e, in attesa di una piccola revisione, per oggi meglio non esagerare.

Sono le otto del mattino e al bar Gian Luca e Alessandra mi aspettano già, poi raggiungiamo gli altri a Gubbio.
Al parcheggio un bel gruppetto ci attende già, oltre a Giorgio e Francesco ci sono vecchie e nuove conoscenze, altri stanno arrivando e tra poco si parte.

Aspettiamo un attimo il secondo drappello del nostro gruppo, quello diretto verso la Grotta di Monte Cucco, un saluto veloce, gli consegnamo sacchi, corde, moschettoni e attrezzature, poi si parte.

Il sole fa capolino tra le nuvole, dopo tanta pioggia qualche timido raggio di sole si fa spazio tra il grigio all’orizzonte, fra due chiacchiere e quattro risate siamo già in marcia, costeggiamo le mura urbiche e poi cominciamo a salire verso l’Eremo di Sant’Ambrogio, arrampicato sulle rupi calcaree che sovrastano la gola del Bottaccione.IMG_8041

Una breve e ripida salita e giungiamo in un’area terrazzata dalla quale si accede, arrampicandosi un po’, all’ampio ingresso della Grotta dell’Aquila che rappresenta uno dei fenomeni carsici più importanti del Monte Foce e anche un importante sito archeologico.

Una rapida introduzione geologica dell’area e poi comincia il nostro viaggio nella storia seguendo le tracce lasciate dall’uomo sui nostri monti nella sua millenaria frequentazione, ci fa da guida Gabriele Lepri, archeologo competente ed appassionato.

Il sentiero seppur impervio è estremamente panoramico e i segni lasciati dall’uomo sono evidenti in ogni tratto del paesaggio, raggiungiamo la grotta dell’Aquila Inferiore che in realtà rappresenta l’ingresso basso del piccolo sistema che collega le due grotte (che presto dovremo tornare a rivisitare con più attenzione).

Da qui si gode di una vista spettacolare sull’abitato di Gubbio, la nostra guida ci conduce in un viaggio appassionante che parte dalle prime tracce della presenza umana nel nostro territorio, fino alla nascita dei primi nuclei abitativi, per arrivare poi agli Antichi Umbri e all’Impero Romano.

Gli argomenti trattati sono molti e tutti interessantissimi, tanto che, rapiti dall’interesse quasi non ci accorgiamo che il meteo sta cambiando; nuvole minacciose si addensano all’orizzonte e un vento gelido di tramontana scende lungo la gola del Bottaccione. Forse è il caso di spostarci verso la seconda tappa del nostro viaggio, l’area archeologica del Teatro Romano e il suo Antiquarium.

IMG_8064Giunti al parcheggio gli ultimi raggi di sole ci regalano un po’ di tepore mentre Gabriele ci introduce nella Gubbio Romana e nelle innumerevoli tracce archeologiche che ne ricordano gli antichi splendori.

La visita all’interno dell’Antiquarium è molto interessante, i numerosi reperti in mostra raccontano uno spaccato di vita antica e ci trasportano in un intrigante viaggio tra la cultura, la tecnologia e le abitudini dei nostri antenati.

Quasi non ci accorgiamo che intanto fuori sta cominciando a piovere intenti come siamo ad ammirare i reperti in mostra e ad ascoltare le interessanti ricostruzioni della nostra guida.

Appena usciti ci dirigiamo verso i resti dell’antico Teatro Romano mentre le prime gocce cominciano a cadere; il tempo di un giro veloce ammirando le solide architetture e immaginando antichi splendori e la pioggia si fa più insistente, il tempo di aprire gli ombrelli, di tornare alle macchine e comincia il nubifragio che ci costringe ad un rapido commiato.

Peccato perché la compagnia è davvero ottima e l’argomento interessantissimo, speriamo ci saranno altre occasioni in futuro per approfondirlo ancora.

Saliamo in macchina e torniamo a casa dove attendo con trepidazione notizie dalla spedizione al Cucco, notizie che non tardano ad arrivare: tutti sani e salvi ed anche divertiti ed entusiasti.

Un’altra domenica trascorsa in ottima compagnia in luoghi meravigliosi e ricchi di storia…

A presto…

Mirko Berardi

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