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Foto Francesco Mariucci

29 novembre 2016

Museo di Palazzo Ducale, Gubbio (PG)

Quando ci hanno prospettato l’idea di dare una mano alla nuova direzione del Museo del Palazzo Ducale di Gubbio ci siamo subito messi a disposizione; il progetto consisteva nel recuperare da un pozzetto profondo circa tre metri alcuni manufatti in pietra risalenti al XIV e XV secolo, accatastati in un angusto e umido sotterraneo accessibile solo attraverso una botola sul pavimento.

I reperti ammassati in quel luogo umido e inadatto erano probabilmente stati deposti lì dopo una recente ristrutturazione e dimenticati per anni.

Giuliano è il nostro contatto con l’amministrazione comunale di Gubbio che nella persona di Francesco Mariucci fa da coordinatore con la nuova direzione del museo.

Il nostro gruppo è stato sempre sensibile ai temi della conservazione del patrimonio culturale della nostra città e come in altre occasioni ci siamo messi a disposizione per compiere il nostro dovere di cittadini attivi.

Concordato un giorno per effettuare l’operazione e contattati gli altri del gruppo ci organizziamo per il martedì alle 18:00.

All’appuntamento siamo in tanti, una decina, per speleologi abituati a muoversi in luoghi angusti è quasi un gioco da ragazzi: imbracare pietre, fare paranchi, lavorare in squadra è il nostro pane quotidiano. In un’oretta circa riusciamo ad estrarre tutti i reperti dal loro nascondiglio, anche se alcuni sono piuttosto pesanti.

Pezzi di architravi, mensole, mattonelle in cotto con le effigi di Federico Da Montefeltro e molti altri reperti sono ora ben allineati lungo il corridoio interno e attendono l’occhio esperto degli archeologi che potranno finalmente catalogarli.

Dopo la fatica ci aspetta un bell’aperitivo organizzato dalla direttrice del museo per ringraziarci.

La nostra ricompensa più grande però è la consapevolezza di aver dato il nostro piccolo contributo per salvare pezzi di storia della nostra città che potranno nuovamente essere ammirati da tutti.

Chissà che a girovagare per i sotterranei della città non cominciamo a prenderci gusto.

Mirko B.

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