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27-28 aprile 2019

Valle di San Rufo, Cittareale (RI)

Come ogni anno gli amici del Gruppo Grotte Pipistrelli CAI Terni organizzano il bel campo speleo in prossimità della Grotta di Cittareale e come ogni anno giunge puntuale il gradito invito a partecipare.

Sono alcuni anni che per un motivo o per l’altro non  riusciamo a partecipare, complici altri impegni coincidenti, quest’anno siamo risoluti e organizziamo un bel gruppetto, alla fine saremo una decina a partire.

Cittareale è sempre un viaggio tortuoso, partiamo tutti insieme, tranne Graziano che ci raggiungerà in serata, panino con porchetta di rito a Borgo Cerreto poi si riparte.

Al primo bivio già il gruppo si frammenta, poi ci dividiamo ancora, il percorso è talmente ricco di variabili che negli ultimi 50/60km con 4 machine riusciamo a fare 4 strade diverse, un delirio di curve, tornanti e strade strette.

Finalmente dopo quasi tre ore di viaggio e varie peripezie ci ritroviamo tutti insieme, giusto in tempo per assistere alla presentazione sulla storia delle esplorazioni alla Grotta di Cittareale.

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Mentre fuori si fa sera decidiamo di salire al campo per sistemare le tende prima che faccia buio.

Per molti è la prima volta, per altri come me è un piacevole ritorno, la cornice di montagne che circonda il campo è splendida al tramonto, l’aria frizzantina vista la quota intorno ai 1300m, il tendone e il fuoco acceso.

Montate le tende ci ritroviamo con tutti gli altri; facce nuove, facce familiari, saluti, abbracci, la solita accoglienza gioiosa e cordiale.

Ci consultiamo un momento per capire come possiamo renderci utili e come organizzarci per andare in grotta il giorno seguente. Rilievo alla mano proviamo a pianificare l’uscita, mi ricordo abbastanza bene la via verso il fondo vecchio anche se sono passati alcuni anni dall’ultima volta che siamo venuti qui.

Qualche indicazione, qualche ricordo ripescato dalle precedenti uscite, ci dovremmo essere, c’è da cambiare una corda sulla via che va verso il fondo, su un pozzo da 50, ce la dovremmo fare, poi magari se avanza tempo facciamo una puntatina verso il fondo vecchio visto che non ci sono mai stato.

Nel frattempo è quasi pronta la cena, il fuoco fuori scoppietta da un po’, la brace è pronta, la tavola imbandita, gli gnocchetti alla collescipolana in arrivo.

Tra brindisi, racconti e risate trascorriamo una bella serata, fuori il freddo pizzica, intorno al fuoco spunta una chitarra e si comincia a cantare.

Domani si va in grotta, ci si sveglia presto, mentre nella valle riecheggiano le voci e brillano le luci del campo decido di andare a dormire.

La notte il freddo si fa sentire con temperature prossime allo zero, per fortuna che  mi sono attrezzato bene per dormire in macchina.

La mattina alle 7:00 molti sono già svegli, colazione veloce, ci prepariamo e siamo pronti per partire, alla fine andremo giù in 5: io, Claudio Valerio, Fabrizio e Diego, gli altri andranno a fare una bella escursione, Graziano verrà sempre in grotta ma farà un percorso diverso aggregandosi ad un altro gruppetto.

Saliamo verso l’ingresso ed entriamo intorno alle 9:00, che bei ricordi in questa grotta.

Dopo qualche titubanza sulla strettoia iniziale scendiamo spediti, attraversiamo i pozzi Praga e poi giù lungo le gallerie inclinate, oltre la galleria degli Asteroidi, il ramo dell’Assassino e Galleria Nera, ci affacciamo sul Buiometro poi scendiamo su un pozzo parallelo, ancora qualche scivolo  e siamo sopra il nostro obbiettivo.

Scendendo ci sono dei punti del percorso che ricordo benissimo, altri che proprio non riconosco, ma fortunatamente la via non è complicata.

Mentre aspettiamo gli altri cominciamo a riarmare il bel pozzo da 50m, scendo per controllare la corda, non sembra messa malissimo, ma mi dicono che è vecchiotta e va sostituita. Claudio mi segue armando, gli altri arrivano uno alla volta. C’è da aspettare un pochino, il pozzo è lungo; Valerio, Diego e Fabrizio decidono così di tornare indietro, per oggi va bene così.

In fondo al pozzo aspetto Claudio, siamo rimasti in due, probabilmente a salire ci sarà un po’ di fila quindi decidiamo di fare una puntatina al fondo che non dovrebbe essere più tanto lontano.

Ancora scivoli, poi una saletta e un gran bel pozzo da 50 che porta al lungo scivolo finale. Uno alla volta con prudenza scendiamo fino alla Sala di Smog, in fondo la targa in ricordo di Fabrizio Proietti e in una cartella il suo libro “il tesoro di Smog”.

Mangiamo qualcosa, il tempo di bere un po’ d’acqua dalla cascata finale (siamo un po’ a corto di bevande, rimaste nei sacchi dei nostri compagni) poi ripartiamo.

Al ritorno la strada sembra più familiare, la grotta è molto asciutta e piuttosto calda per le nostre abitudini, c’è da sudare.

Recuperiamo la corda appena disarmata, sistemiamo l’armo sostituendo placchette e maglie rapide poi ripartiamo. Pozzi, gallerie, traversi scorrono veloci e in poco tempo siamo già all’imbocco della galleria degli Asteroidi, poco sopra incontriamo un gruppo di ragazzi e ragazze di Roma che gentilmente ci fanno passare.

Ultime gallerie in salita, poi giù fino alla strettoia iniziale e su ancora a rivedere la luce del sole. Sono le 16:00 circa e siamo fuori, ho una gran sete e l’aria fresca all’esterno mi da sollievo dal caldo patito in salita.

Al campo il tendone è già smontato ma gli amici ternani e i nostri compagni di avventura ci aspettano ancora, naturalmente ci sono ancora cibo e bevande in abbondanza, mentre ci rifocilliamo riconsegniamo il materiale e facciamo un breve resoconto di ciò che abbiamo fatto.

Il tempo è volato è già ora di ripartire, abbiamo molta strada da fare, salutiamo a malincuore e ci avviamo verso casa sperando di ritornare presto.

Mirko B.

Categories: racconti, slide

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