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20 settembre 21 ottobre 2018

Eccoci qua a raccontare il nostro VI° Corso di Introduzione alla Speleologia.

A guardarli da fuori i corsi di speleologia potrebbero sembrare tutti uguali… le stesse lezioni, le stesse manovre che si ripetono anno dopo anno.

Ma non si potrebbe sbagliare di più, innanzi tutto perché i protagonisti di questa avventura sono sempre diversi e poi perché ogni corso è un po’ cosa a se: nascono amicizie, aneddoti, leggende, si scrive un’altra pagina della storia del nostro gruppo.

Quale modo migliore quindi di raccontare un corso se non facendolo fare a chi lo ha vissuto in prima persona, i nostri allievi…

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“Mi chiamo Antonio, ho 31 anni e vengo da Taranto, tranquilli non è l’inizio di un noiosissimo curriculum né la presentazione di un venditore di folletto; non abbiate timore e continuate a leggere per conoscere la mia esperienza nel meraviglioso mondo della speleologia.

Ho voluto precisare la mia età per indicare che questo sport, passione, filosofia di pensiero chiamatela come volete che prende il nome di SPELEOLOGIA non è un qualcosa a cui ci si può avvicinare solo quando si è piccoli e si porta avanti sino a tarda età, è in primis una scuola di vita e come si sa la scuola si può iniziare a qualsiasi età; con ciò non è mia intenzione minimizzare tale attività perché è qualcosa di faticoso e prima ancora dei muscoli ci vuole forza di volontà, immensa concentrazione e tanta passione.

In seconda battuta ho precisato il luogo da cui provengo Taranto perché fino a tarda età le uniche attività da me praticate sono state quelle che avevano a che fare con il mare e le uniche grotte che ho visto erano quelle in fotografia, e a dire la verità quando mi capitava di vederle in qualche documentario avevo anche una sorta di timore per tutto ciò che si potesse celare nella loro oscurità.

La domanda che vi starete ponendo è: ma questo che c’entra con il mondo della speleologia? A dirla tutta non lo so nemmeno io, mi sono avvicinato in maniera strana e me la sono fatta piacere in maniera ancora più strana, lasciatemi spiegare: un giorno mi viene proposto questa partecipazione a questo corso presso il CAI di Gubbio, l’idea di farmi 30 minuti di strada durante la settimana dopo lavoro non mi entusiasmava e ancora di più non mi entusiasmava il fatto di dovermi alzare presto la domenica mattina per l’uscita in grotta.

Faccio passare due settimane e convinto non so da quali eventi ancestrali dico si. Siamo giunti finalmente al primo incontro presso la sede del CAI di Gubbio, quello che trovo è un ambiente fatto di gente semplice, sempre con il sorriso e la battuta pronta, ti fanno sentire subito a loro agio, già questo potrebbe essere sufficiente a farmelo piacere e come se non bastasse inizia la lezione e mi colpiscono a suon di professionalità sull’argomento grotta, mi intontiscono a suon di destri e sinistri di tecnicismi vari spiegati con una semplicità che li capirebbe anche un bambino di otto anni, ciò che più coinvolge non è solo la padronanza sull’argomento ma la passione che ci mettono in ogni singola lezione e in ogni argomento trattato.

A questo punto come in ogni storia che si rispetti c’è la parte “dolorosa”, arriva il momento della prima uscita, sin dall’inizio anche il solo dover indossare l’imbracatura (travestimento da supereroe di ogni speleologo che si rispetti) mi sembrava una cosa iper difficilissima, non ricordo nemmeno le volte che mi hanno ripreso per aver messo male i moschettoni o il croll al contrario, mi sentivo quasi in imbarazzo, ma ecco la potenza di questo gruppo credere in ognuno dei partecipanti facendo capire che anche loro istruttori prima di diventare supereroi erano dei comuni mortali, continuando a ripeterti sempre vedi che questi errori li abbiamo fatti anche noi, vai avanti e non preoccuparti di sbagliare.

Successivamente arrivano i primi sconforti per via di muri troppo ripidi o tecniche difficili per spostarsi su traversi troppo ardui e troppo faticosi per un novello come me e ancora una volta questo gruppo straordinario che ti incoraggiava a dare di più e continuava a spiegarti modi per superare ostacoli in mille modi diversi affinché ci riuscissi prima o poi.

La cosa che mi porterò più di tutte è proprio questo spirito con cui affrontare ogni difficoltà ed è per quello che in precedenza l’ho definita scuola di vita, perché la volontà che ci si mette per superare gli ostacoli di una grotta possono trovare una forte analogia con la vita reale: mai mollare dinanzi alle avversità che possiamo trovare lungo le nostre discese e risalite, che una grotta al pari della vita ci pone lungo il nostro cammino e soprattutto affrontare ogni situazione con testa e con sorriso.

Per tutti coloro che faranno questo corso mi permetto di suggerire solo una cosa, non pensate alle mille risalite ma pensate piuttosto alle mille discese che vi attenderanno e soprattutto per citare le parole di un grande maestro che incontrerete durante questo corso: GODITELA!”   Antonio

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“È iniziato tutto per caso spinto solo dalla curiosità di provare un’esperienza nuova e visitare un ambiente così insolito e diverso.

Avendo come vicino di casa Monte Cucco mi sono sempre chiesto com’erano le grotte ma avrei voluto visitarle in versione speleo piuttosto che da solito turista, tutto per avere un approccio più diretto ed intimo.

Con il passare delle lezioni e uscite e grazie anche all’impegno ed alla passione trasmessa dagli istruttori, ci si affaccia in un mondo cosi vario eterogeneo, pieno di dettagli,  ed a volte colori.

È come esplorare la soffitta della nonna sembra piccola e buia ma appena la luce fa da padrona si scopre una nuova dimensione e si viene proiettati in una realtà affascinante, unica, modellata e plasmata dalla silenziosa ed incessante attività della natura.

Siamo davvero piccoli e la speleologia ci apre gli occhi sulla magnificenza della nostra Terra!” Diego

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“Il  primo contatto con la speleologia è stato attraverso la partecipazione ad alcune escursioni di avvicinamento, da qui la curiosità è cresciuta sempre più spingendomi a partecipare al corso.

Per me è stato sorprendente, ho sempre pensato di avere paura dei luoghi chiusi ed invece ho scoperto nelle grotte un ambiente straordinario.

La roccia racconta la storia di un luogo impressa in migliaia di anni di stratificazione, ma anche la storia di tanti esploratori che hanno studiato le grotte lasciando scritte, nomi e segni davvero emozionanti da vedere.

Un aspetto molto bello del corso è stato imparare l’uso dell’attrezzatura, le tecniche di discesa e risalita su corda, restare sospesi nel vuoto mentre si scende lungo una parete ammirando l’ambiente che si apre intorno illuminato dalla luce posizionata sul proprio caschetto.

A rendere tutto più speciale è stato sicuramente il gruppo di istruttori ed accompagnatori, Buio Verticale, parte del CAI di Gubbio, che hanno supportato noi corsisti in ogni attività, per non farci mancare nulla, anche mitiche grigliate nel bosco!

Sicuramente una delle uscite più belle del corso è stata quella all’Antro del Corchia nelle Alpi Apuane, a partire dalla passeggiata per raggiungere l’ingresso, che offre scorci bellissimi su tutto il paesaggio circostante e sulle cave di marmo, alla grotta stessa…con meandri, passaggi e discese davvero emozionanti.

Per non parlare della parte turistica che si raggiunge scendendo su corda nella sorpresa dei turisti che passano in quel momento!

Il corso è stato una vera e propria esperienza di vita !”  Ilaria

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“Finalmente ci siamo!!! Dopo una lunga attesa quest’anno anche io sono riuscita a partecipare al corso di speleologia organizzato dalla sezione CAI di Gubbio.

Non sapevo bene cosa aspettarmi… avevo già partecipato a qualche esperienza organizzata durante le giornate di avvicinamento alla speleologia, ma sentendo le avventure e disavventure raccontate dai ragazzi del gruppo potevo già immaginare che c’era ancora tutto un mondo da scoprire: il mondo della speleologia, che mi sta sempre più appassionando…

Per un mese due appuntamenti fissi: il giovedì lezioni teoriche e la domenica mattina tutti  pronti per mettersi alla prova… uscita dopo uscita iniziano a vedersi i primi progressi, si acquisisce sempre più manualità con gli attrezzi e sicurezza, fiducia nelle proprie capacità e soprattutto si impara a cavarsela con le proprie forze, sempre sotto lo sguardo vigile ma mai opprimente degli istruttori.

Un ruolo secondo me fondamentale gioca il gruppo, sempre più forte e unito, perché si fatica insieme; ma non solo, c’è sempre tempo per una risata e un po’ di divertimento.

Quando ho detto hai miei amici che avrei partecipato al corso subito mi hanno risposto :

” Ma cosa vai a fare in grotta? È freddo, umido e buio… ”

Per fortuna non sono riusciti a farmi cambiare idea. Lasciati i timori e con un po’ di incoscienza eccomi qui, pronta a portare avanti questa esperienza appena iniziata, che mi sento di consigliare a tutti coloro che hanno la curiosità di scoprire la speleologia, un’ attività molto gratificante a mio parere ma non per tutti, senza il giusto grado di motivazione. “  Asia

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Eccomi qua, mi chiamo Lorenzo e ho 22 anni.

Da poco sono anche io uno speleologo, che “parolona”…quando lo dici in giro a qualcuno fa quasi paura e chissà che penserà mai.

Uno speleo è quella persona che secondo me vuole infilarsi a tutti i costi in un luogo scomodo e pericoloso perché è certo che lì troverà qualcosa di gratificante, qualcosa a cui non tutti possono arrivare ma solamente chi, come lui, vuole scoprire qualcosa di diverso.

Un fantastico viaggio al centro della terra iniziato così per scherzo e con un po’ di timore, un po’ di paura ma anche con tanto spirito e determinazione.

La voglia di “appendermi” ad una corda e calarmi giù per decine di metri, vi assicuro era tantissima però andava sicuramente a compensare il pensiero titubante nell’” infilarmi in buchi” poco più grandi del mio caschetto.

Beh! devo dirvi che anche queste fasi claustrofobiche in fin dei conti non sono così male; presto la brutta sensazione ha lasciato il posto allo stupore…

Kroll, maniglia, pedale e via… ecco che arrivi all’armo, attacchi la longe e ti senti sicuro, prendi un po’ di fiato, passi la corda nel discensore poi nel rinvio, mezza chiave, chiave, ti stacchi sciogli tutto e giù a mille in quel pozzo buio e affascinante.

Dall’alto intanto senti urlare :”GODITELAAA”, è la voce di un simpaticissimo insegnante che insieme agli altri ha sicuramente contribuito a rendere fantastica questa esperienza.

Poi ci sono loro, gli altri corsisti, ragazzi e ragazze amici e compagni di questa avventura, anche loro fantastici e che presto entreremo tutti a far parte del grande gruppo Buio Verticale.” Lorenzo

Guarda tutte le foto su: https://www.flickr.com/photos/buioverticale/albums/72157701477946192

Categories: blog, slide

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