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F220px-Gregoroviuserdinand Gregorovius (1821-1891), grande storico, viaggiatore e poligrafo tedesco del XIX secolo, visitò il nostro territorio, specialmente Gubbio, da cui rimase affascinato, ma anche Fossato di Vico ed il nostro Appennino, che così descrisse, nei “Diari romani”, il 21 luglio 1868: «Fossato è il campo di battaglia di Totila, magnifica stesa di colli sino a Gualdo Tadino. Il paese è qui tutto storico. […] La gita in questi Appennini è bella. Pendici verdi come nella Svizzera, magnifiche valli ove gorgogliano i corsi d’acqua, quindi di bel nuovo grandiose pareti rocciose come a S. Quirico».

Egli compì anche una visita nella Grotta di Monte Cucco, che così descrisse in un’epistola del 1856:

«Ho visitato molte caverne sui monti d’Italia, e non sono facile ad istupirmi di queste bizzarrie della natura, ma non imaginavo niente di straordinario scendendo nella grotta di cotesta montagna. Pertanto confesso che essa mi fece tanta impressione, speciamente per la sua maestosità.

In una rupe oscura fra gli alberi evvi una nera apertura e il vento Borea esce talvolta dalla montagna. Noi discesimo con l’ausilio di corde e torce di resina in una profondissima voraggine, che poi diramasi per un miglio in circa ed è divisa in due lunghissime caverne, separate nel mezzo dai sassi.

Le pareti paiono orride e buie, e il suolo è sparso di grosse pietre, su le quali talvolta bisogna rampicarsi. Dalle volte della grotta pendono stalattitiche congrezioni di bella forma, e altre figure bizzarre, sia solitarie, sia a cespi, si vedeano sorgere dal basso […].

Parea di entrare in un tempio d’Egitto, adorno di grosse colonne, di sfingi e di statue. Parea di camminare in una foresta di palme e di mirabili alberi di pietra. Dall’alto si vedeano pendere lance, pugnali, e armi di giganti e di nani […]».

a cura di Euro Puletti

One Response so far.

  1. Mauro Mattei ha detto:

    …Grazie Euro…

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